Voglia di CUPCAKES!


Da un paio d’anni a questa parte, si parla sempre più spesso di CUPCAKE. I classici dolci americani dove dei muffin di ogni tipo hanno una copertura o dei ciuffi di crema montata di ogni gusto e colore, semplici o decorati con fiori o soggetti a tema di cake design.

IMG_1546Partiamo però dalla loro ORIGINE! Si hanno le prime tracce del cupcake negli Stati Uniti di fine 1700 dove indicavano “piccole torte da cuocersi in tazze”. Il dolce è andato via via guadagnando popolarità sia per la facilità di realizzazione, sia per la versatilità e incredibile varietà di gusti.

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Ho già postato di CUPCAKES

Questo post infatti è di pura PROOOOMOOOOTIOOOOON!

scelta cupcakes

Da poco è infatti disponibile sul mio sito, la sezione CupcakePARTY dove i clienti possono fare la loro composizione personalissima, ritirarla in laboratorio o ricevere l’ordine a casa con la possibilità di allestimento di un vero e proprio buffet a tema. Lo scorso mese ad esempio ho fatto una festa per i 18 anni a tema redvelvet con cupcakes e torta…

redvelvet

Quindi… se siete interessati o volete solo dare una sbirciata ai gusti che produco cliccate qui e buona giornata

ricominciano i corsi ArsConvivium


Se siete nei dintorni di Pavia e volete imparare qualcosa di interessante in cucina, iscrivetevi ai miei corsi di cucina. Si svolgono nel mio laboratorio di carering in città. Le serate sono monotematiche e si mettono davvero le “mani in pasta”!

Qui sotto trovate le nuove date…

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graficamente parlando…


Non so perché, ma la grafica per me è una vera passione… seconda forse solo alla cucina! Per di più è anche una passione “utile” dato che col mio lavoro, depliant, volantini, locandine, menu, sono all’ordine del giorno!

Qui sotto, ad esempio vedete come ho aggiornato il mio sito internet (lo realizzo con iWeb).
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Ho creato un set di loghi per ogni attività che svolgo nella mia impresa…

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un altro esempio sono i Coupon e l’espositore dei Coupon per i miei corsi di cucina… Facendoli da solo ho risparmiato un sacco di soldi… son soddisfazioni, ecco…

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ultimo esempio… le ricette grafiche che ho iniziato a sperimentare in questi giorni….

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io vedo le ricette così per insiemi e fasi… Credo sia il modo più veloce per capire una ricetta… Si assemblano gli ingredienti che vanno assieme e si capisce a che punto aggiungerli, montarli, amalgamarli ecc ecc… Le ricette sono più semplici se schematizzate mentre si leggono… Il procedimento scritto in modo discorsivo va riletto 2 o 3 volte altrimenti…

it’s showtime!


Maggio è partito all’insegna dello show… prima ho fatto 4 giorni di dimostrazioni per pasta RUMMO a CIBUS (fiera di Parma).

Ogni giorno ho preparato 2 salse diverse (soprattutto a base verdura) e ogni giorno uscivano centinaia di piatti di pasta (qui sotto i fusillotti con crema di piselli e pomodorini confit). La salsa più apprezzata (e sorprendente) è stata la mia FINTA CARBONARA. In pratica ho sostituito la parte grasso/proteica delle uova con i legumi e lo zafferano. Lo chef Enrico Derflingher, passato nello stand l’ha assaggiata dicendomi di averla fatta in altre occasioni, ma con la  curcuma al posto dello zafferano. Trovo che lo zafferano metta invece più a proprio agio il commensale, dato che è un sapore più rassicurante.Per la FINTA CARBONARA:

  • ceci
  • fagioli cannellini
  • latte
  • sale
  • pepe
  • olio extravergine
  • guanciale

Cuocere i ceci e i cannellini e scolare una volta cotti. Ancora caldi, frullare con poco latte e olio extravergine. Aggiustare di sale e pepe e utilizzare con il guanciale croccante per salsare la pasta.

Tornato giovedì dall’ultima giornata di CIBUS ero già pronto per fare venerdì-sabato da eats’s in centro a MILANO a presentare la nuova linea “le DIVE” di Pentole Agnelli. Con i teflon colorato (blu e rosso) DuPont. FANTASTICHE!

L’arrivo della KitchenAid, un po’ di Golf e la Cena Regionale…


Marzo è stato veramente intenso! Non ho trovato neanche il tempo di aggiornare il Blog… Ho avuto molto lavoro, organizzato la cena regionale federcuochi Lombardia e finalmente mi sono deciso a fermarmi stabilmente nella casa di Vigevano (dopo 2 anni di su e giù dalla casa di Garlasco). Un’altra grande novità è l’arrivo della mia prima KitchenAid (non ha nulla di differente dalle mie vecchie Kenwood Major (se non quasi la metà di capienza -anche se per casa basta e avanza-). E poi altra novità è un inizio stentato di tentativo di dieta… Non ce la farò mai, comunque sto diminuendo latticini, carboidrati e glutine (non sono ciliaco ma a quanto pare il mio corpo non reagisce più tanto bene al glutine… continuo a mangiare pane, focaccia e pasta… ma non tanto quanto prima! stessa cosa per latte e formaggi).

Qui sotto infatti vedete dei miniMuffin alla marmellata di albicocca, senza glutine.

  • 100 g farina di riso
  • 70 g maizena
  • 4 uova
  • 1 bacca di vaniglia
  • 140 g zucchero
  • 40 g marmellata di albicocca (per il composto)
  • 60 g marmellata di albicocca (per il ripieno)
Come per il pan di spagna, montare a lungo le uova con lo zucchero, quindi aggiungere un paio di cucchiai di marmellata di albicocca e la vaniglia. Poi a frusta lenta aggiungere a pioggia la farina di riso setacciata con l’amido di mais.
Cuocere a 175°C per una mezz’oretta, quindi far raffreddare e aggiungere la marmellata calda con un sac à poche con punta stretta inserendolo in centro dall’alto del muffin. Rifinire con zucchero a velo

Altra ricetta di Muffin però questa volta con Latticini e Farina:

Muffin al LIMONE:

  • n°2 uova
  • 110 g zucchero
  • 250 g farina00
  • 60 g burro fuso
  • 100 g ricotta vaccina scolata
  • 60 g latte
  • n°1 limone (scorza gratt. e succo)
  • 1/2 bustina di lievito van. per dolci
  • per la glassa succo di limone + zucchero a velo
Incorporare le uova e lo zucchero. Aggiungere farina e lievito. Amalgamare poi burro fuso, poi il latte e la ricotta e incorporare bene tutto. Aggiungere in fine succo e scorza grattugiata di un limone.
Versare con il sac à poche nelle parigine e cuocere per 15 minuti a 180°C (non preoccupatevi se sembreranno ancora umidi al cuore… devono esserlo! (c’è pure la ricotta). Una volta raffreddati intingere nella glassa ottenuta con un po’ di succo di limone, frustato con zucchero a velo. Deve essere ben denso! altrimenti sbaverà e colerà ovunque. Ponete poi i miniMuffin in frigo in modo che la glassa raffreddandosi si solidifichi.

Prima che cominciasse a diluviare sono riuscito a tornare (dopo 3 anni) sul mio adorato campo da golf…

Qua sotto, un po’ di foto della nostra cena regionale Federcuochi Lombardia. Stavolta non ero in cucina… Essendone segretario generale, mi sono “limitato” ad organizzarla, laccando la cucina ai nostri ragazzi del Team Chef Lombardia! Loro sono la nostra squadra per le competizioni internazionali! Guidati dall’amico Bresciani, hanno fatto come sempre un’ottimo lavoro in cucina!

Internazionali di cucina, e corso FingerFood


Anche quest’anno, ho fatto parte della commissione giuria dei Campionati Internazionali di Cucina a Marina di Carrara.

La competizione si ripete ogni anno a inizio marzo. Io sono in commissione giuria dal 2010 e ogni anno è un’impresa. A gareggiare, centinaia di cuochi da tutt’Italia e a volte anche dall’estero.

Ogni anno, scendendo in Toscana, di sabato, passo per la Liguria e mi fermo dall’amico GianPaolo Belloni. Storico Chef genovese del ristorante Zeffirino. Ora GianPaolo ha aperto, da qualche anno, un ristorantino stupendo a Pieve Ligure. Un “buen ritiro” per uno chef che, raggiunti i 70 anni, ha lasciato alle nuove leve Zeffirino aprendo in un caratteristico paesino con vista mozzafiato e dando libero sfogo alla propria creatività! Come sempre fermandomi da lui non posso esimermi dal gustare il leggendario pesto (il suo pesto lo gustavano spesso anche Frank Sinatra, Pavarotti, Giovanni Paolo II…), ed il suo stupendo baccalà. In più abbiamo chiacchierato su un progettino editoriale che ci coinvolgerà a breve… avrete presto ulteriori news. Se passate dalle parti della Cucina di GianPaolo, all’ora di pranzo (o cena) ve lo raccomando, perché la sua cucina “accarezza” i prodotti freschi della regione e ve li serve nella loro forma più gustosa. Stupendo!

Tornando a noi, da domenica a giovedì, sono state 5 giornate di fuoco alle gare. Ogni giorno avevamo più di 30 concorrenti al caldo singolo, 3 squadre da 5 elementi al ristorante delle nazioni, e 2 squadre da 3 al ristorante regionale, più tutti i partecipanti alle gare di cucina fredda e artistica e il concorso Grand Cooking Jr.

Migliaia e migliaia di fruitori della fiera come spettatori ogni giorno hanno assistito alle gare e lo stomaco dei giudici si trovava dalle 9 di mattina a valutare 5 piatti in uscita ogni ora. Io in giuria lavoro per lo più all’elaborazione dei dati, compilazioni delle classifiche e organizzazione delle premiazioni, spesso però ho partecipato alla valutazione dei piatti assaggiando e dando la mia impressione in sala giuria. La mole di lavoro è come sempre notevole, e un ulteriore punto di vista è sempre gradito.

Anche quest’anno dei miei alunni dell’alberghiero di Mortara ha partecipato alla competizione, e con risultati stupendi. 3 medaglie d’argento e 1 medaglia di bronzo. Per ragazzi di 18-19 anni non è niente male. Sono stati davvero in gamba e hanno fatto meglio di molti altri professionisti. Tanti Complimenti davvero!

Appena prima di partire, ho tenuto un interessantissimo corso di fingerfood nel mio laboratorio catering a Pavia! Abbiamo lavorato con la pasta Fillo, con vari tipi di brisè e di sformatini; insalate fredde, tortini, cannoli e affini…

Per info sulle prossime date: http://www.arspersonalcatering.it

Cracco all’evento Maestro Martino, partenza del “Cuoco dell’Anno 2012″ e ODE AL SOFFRITTO


Rieccoci a chiacchierare della mia vita… Ieri sera, evento mondanissimo! Sono stato invitato a partecipare all’inaugurazione di una iniziativa interessantissima! Si tratta di un progetto stupendo che vuole valorizzare tutti i magnifici prodotti tipici della regione Lombardia. “Padrino” e fulcro dell’iniziativa, lo chef Carlo Cracco, presente alla serata. Cracco ha spiegato, quanto sia fondamentale, partire valorizzando i prodotti e arrivare come ultimo anello alla creazione di una Accademia della Cucina d’Autore. Il tutto con Maestro Martino da Como, come trait d’union. Il più importante cuoco del XV secolo, uno dei primi a scrivere un libro di cucina. Durante la serata, al 31° piano del Palazzo Pirelli, si sono poi degustati piatti a base dei prodotti tipici regionali. Non ero mai stato (ahimè) così in alto al pirellone… Mi ero fermato a tre quarti… L’ultimo piano è notevole! Le luci di segnalazione del grattacielo di fronte però sono ancora più impressionanti! Comunque… Lo spettacolo di Milano dall’alto è davvero stupendo! Tante macchine in movimento per le arterie meneghine al finire del quotidiano DriveTime, ferme in code chilometriche, muoversi per qualche cm alla volta… datemi dello scemo ma me ne sono venuto in treno ;-)

Al 31 piano, ad aspettarci c’era una cornice/bussolotto per ogni provincia lombarda, che mostrava una piccola rappresentazione dei prodotti locali… E un buffet che ha poi servito i prodotti trasformati in piatti tipici.Con Cracco ho poi parlato della nostra gara di Erba. Se ancora non l’avete letto in qualche post precedente, ho l’onore/onere, di essere segretario regionale della Federazione Italiana Cuochi. La nostra Unione Cuochi Regione Lombardia, ogni anno da 8 anni organizza la competizione nazionale “Cuoco dell’Anno”, presso la fiera RistorExpo di Erba. Quest’anno il bando di gara prevede l’esecuzione di un piatto unico di carne. Con Cracco, parlando dell’iniziativa di cui sopra, abbiamo discusso di inserire nel bando 2013 qualcosa circa i prodotti tipici lombardi. Dobbiamo studiarcela bene perché il concorso è nazionale e i concorrenti vengono da ovunque.

Lupus in fabula… Parlando di Cuoco dell’Anno, da domani mi ci troverò dentro mani e piedi… Non fraintendete perché A) io NON partecipo ne ho mai partecipato a gare se non come preparatore (non mi piace quel tipo di competizione, sono un tipo imbarazzantemente ansiogeno già nella vita e per me sarebbe come far fare il lancio col paracadute a chi soffre di vertigini oppure far fare speleologia ad un claustrofobico); B) non ne avrei mai voglia perché sostanzialmente sono accidioso (nel senso che normalmente ho una vera avversione all’operare mista a noia ed indifferenza, cosa che combatto riempiendomi di impegni ma di sicuro non impegni inutili) e di certo non me la vado a cercare; C) se tutti partecipano alle gare, chi le organizza?!? ergo: o sto a far gare o sto in commissione giuria e vi assicuro che in commissione giuria ci si diverte di più! Quindi come avrete capito sarò indaffaratissimo con le gare, ma come lavoro di giuria e organizzazione! Il lavoro, tra inserire le votazioni compilare i moduli, fotografare tutti i piatti per il libro, tirare somme, fare classifiche ecc ecc, non mi permette mai di girare la fiera! L’anno scorso, per esempio, hanno fatto dimostrazioni gente come Scabin e Bottura… e neanche ho fatto tempo ad andare a vederne qualche minuto (sigh!). Il Prossimo post quindi arriverà sicuramente dopo mercoledì (giorno finale di gara).

Oggi, per chiudere il post, vorrei parlarvi di quanto per me sia importante il soffritto. Soffriggere non è da tutti e non è apprezzato da tutti… La prima obiezione viene da chi detesta cipolle, aglio e affini. Obiezione che registro, archivio e non giudico (si, la giudico ma mi autocensuro). La seconda obiezione è che i soffritti sono pesanti. Lì posso argomentare tranquillamente dicendo che si può ovviare al problema facendo bollire cipolle e aglio e tritarli così più facilmente soffriggendoli senza paure. Oppure si può frullare la cipolla, o l’aglio con l’olio extravergine e pastorizzarli cuocendoli a 80-90°C in forno per 4 o 5 ore, in un recipiente e con la superficie sigillata con uno strato di 5 mm di olio extravergine. Si crea così un soffritto già pronto pastorizzato che è sempre pronto ad essere aggiunto a sughi e affini e soprattutto non si deve ne tritare ne pulire ecc ecc. Altrimenti è possibile aggiungere uno o due cucchiai di normalissima acqua in fase di soffritto, evaporeranno così i fumi di cipolla e aglio rendendoli così più digeribili. Il metodo meno incisivo di tutti poi è togliere l’anima interna allo spicchio d’aglio. A me il sapore di cipolla, aglio, scalogno, cipollotti, porro, erba cipollina… PIACE e un SOFFRITTO BEN RIUSCITO credo sia quella piccola cosa che faccia la differenza nei miei primi e nei miei contorni, quella differenza che fa dire ai miei amici che vengono a mangiare a casa “quando lo cucino io non ha questo buon saporino!” Il soffritto è familiare, è quel profumino che tornando a casa la sera ti mette appetito. Non boicottiamolo per paura dell’alito che comporterà… se parlate di cose interessanti vi ascolteranno ugualmente… un po’ più da lontano, ma vi ascolteranno comunque…     CIAO!

Iniziano i corsi “dietroalcibo” 2012 – neve! (ricetta risotto alla zucca)


Sono partiti i miei nuovi corsi di cucina! Nel mio laboratorio in città a Pavia, i mercoledì e domenica sera, si svolgeranno fino alla pausa estiva, una serie svariata di lezioni monotematiche (“one shot” come mi piace definirle) in cui i corsisti si troveranno in prima persona “con le mani in pasta” in sessioni di 4 – 5 ore. Una formula poco “impegnativa” in termini di costanza d’impegno, ma concentrata di azione in quanto sono i corsisti a fare la maggior parte del lavoro manuale. Non è un corso da “bloc-notes” chi partecipa inizia subito manualmente a lavorare sotto ai miei occhi in modo da poterlo subito correggere e ottimizzando l’apprendimento di ogni singolo corsista. La risposta è davvero calorosa! Le prime date sono praticamente esaurite! Dopo il primo ciclo gennaio-febbraio ora sto progettando già il nuovo ciclo febbraio-marzo, con un sacco di argomenti interessanti! Presto avrete news a riguardo.

La prima serata è gravitata attorno la pasta all’uovo. L’abbiamo fatta classica, verde, nera e all’arancia. Abbiamo fatto salse veloci e semplici e una preparazione del ragù in meno di mezz’ora, con cui abbiamo preparato una lasagnetta monoporzione veloce da assemblare, bella da vedere e soprattutto congelabile per voglie improvvise di lasagna!

Domenica poi, è iniziata la “morsa del freddo” pure in Lombardia, una prima spruzzata di bianco anche a Vigevano.

Non avendo molto in frigo, mi sono adoperato con un semplice pollo al curry su riso basmati… Federica lo apprezza sempre moltissimo!

Prima dei corsi, domenica, ho partecipato alla consueta festa dei giornalisti, organizzata per l’associazione giornalisti in cui sono consigliere direttivo. La festa consiste nella messa per S. Francesco di Sales (patrono dei giornalisti) celebrata dal nostro Arcivescovo (anche lui giornalista), seeguito da una breve premiazione a giornalisti e associazioni civili, per terminare con il pranzo finale, o come viene definita dall’invito: “l’agape fraterna”. Durante il pranzo, è stato servito tra le altre cose un risotto alla zucca… Ora… io, per quanto possa esprimermi e aver voce in capitolo, non amo stare a mettere i puntini sulle i sul lavoro degli altri… Ma quando qualcuno se ne esce fuori a lodarsi, dopo un risotto “scialbo e insipido” dove la zucca era rappresentata da qualche cubetto random senza gusto… non riesco a tenermi! Per vendicare il buon nome del risotto alla zucca, l’altra sera mi sono adoperato nella speciale alchimia del MIO risotto alla zucca! x 2 persone:

  • 150 g zucca
  • 1 spicchio d’aglio
  • qb olio extravergine d’oliva
  • n°1 scalogno piccolo
  • 80 g riso Carnaroli
  • qb acqua di cottura della zucca
  • 80 g crescenza
  • qb parmigiano grattugiato
  • sale grosso – fino
Bollire la polpa della zucca a cubetti in abbondante acqua salata con uno spicchio di aglio piccolo e privato dell’anima interna. Togliere poi zucca e aglio dalla pentola conservando l’acqua di cottura come brodo per cuocere poi il risotto. Frullare la zucca con l’aglio bollito e olio extravergine ammorbidendo con un paio di cucchiai di acqua di cottura. Otteniamo così una bella cremina di zucca profumata all’olio. In un soffritto di scalogno, tostiamo il riso e partiamo con la cottura usando l’acqua della zucca come brodo. Dopo 5 minuti iniziamo ad aggiungere un terzo della crema di zucca, un terzo poi dopo altri 5 minuti e l’ultima parte a 5 minuti dalla fine cottura. A risotto al dente, spegnere e aggiungere la crescenza a cubetti e un filo d’olio a crudo. Aggiustare di sale.
Si può servire con aggiunta finale di parmigiano grattugiato, oppure varianti (nocciole tritate oppure amaretti secchi sbriciolati).
Di certo, con tutta la neve che c’è fuori, un bel piatto di risotto cremoso fumante, non guasta affatto  😉

Torta di Rose e weekend a TORINO


Sono giorni di twitter e instagram selvaggio… Corsi di cucina in partenza, gare della Federazione Italiana Cuochi in organizzazione, sempre in giro… pochissimo tempo per il blog quindi ora vi piazzo un megaPOST da crampi al mouse. Parto dalla ricetta della… Torta di Rose.

per l’impasto:
500 gr farina bianca
1 busta di lievito di birra
100 gr zucchero semolato
1 bustina di Vanillina
1 pizzico di sale
qb scorza grattugiata di un limone
n°2 uova
80 gr burro
125 ml latte
per la farcitura:
80 g burro a temperatura ambiente
70 g zucchero
qb uvetta sultanina
Setacciare lievito di birra in polvere e farina00, sale e vanillina. Aggiungerli alle uova sbattute con lo zucchero, la scorza di limone, il burro fuso e incorporare il latte tiepido poco alla volta mescolando con le fruste ottenendo un impasto elastico lavorandolo per 10-15 minuti. Far lievitare per una mezz’ora, stendere col mattarello ottenendo una sfoglia rettangolare alta poco più di mezzo cm e farcirlo spalmandolo con burro montato con zucchero e cospargendo di uvetta secca ammollata in acqua tiepida e strizzata. Arrotolare orizzontalmente e quindi tagliare a tronchetti di 10 cm e disporre nella tortiera su carta forno. Lasciare ancora lievitare mezz’ora e infornare a 200° per 25-30 minuti.
olè!

L’altro w.e. invece sono stato a TORINO, dove mi ha raggiunto Fede, siamo andati a vedere pure la mostra su STEVE, quindi ci siamo trovati all’osteria FIAT davanti al Lingotto con LaGonzi e Pentole, e ci siamo poi avventati su Eataly (che proprio quel giorno faceva i 5 anni dall’apertura).

P.S. Laura, scusa per la foto sopra, rimedio con questa sotto…

La sera Fede si sentiva ispirata (eravamo a casa sua a Savigliano – CN) e con le regole e il siparietto che ho largamente spiegato nel meme sotto, mi ha preparato cena! ADORO quando mi preparano cena (o pranzo) perché noi cuochi a casa cucineremmo il meno possibile…

 

 

 

 

 

 

Il giorno dopo invece ho cucinato io… Gnocchi di ricotta al pomodoro e filetto alla Wellington di secondo… Poi nel pomeriggio siamo andati in giro per Savigliano e la sera a cena era PIZZAtime! Un fine settimana stupendo! Tra il viaggio d’andata e quello di ritorno (tutto rigorosamente in treno perché, nonostante Trenitalia si impegni a farcelo odiare, io sostanzialmente AMO andare in treno!) mi sono letto il libro di Ilaria Bellantoni “lo Chef è un Dio”, è davvero divertente, lo consiglio!

 

Plumcake post!


Eccoci con un bel post di pasticceria. Io adoro la pasticceria senza troppi fronzoli. Sapete, sono un fan della pasticceria difficile e lunga come quegli strani semifreddi a più strati di diverse densità… Mi piace tantissimo anche la decorazione di torte in stile Boss delle Torte… Però l’unica pasticceria che mi rilassa è quella facile per tutti i giorni. Dovete sapere, che a casa mia, per potere di autoconvinzione, non arrivano merendine, brioche, biscotti (se non savoiardi o offelle di Parona). Detto ciò potete immaginare che se se voglio mangiarmi dolci a colazione o a fine pasto, devo farmeli costantemente in casa.

L’altro giorno, usando PULSE (una app per iPad che fa da feed reader per i blog di tutti i miei amici foodblogger) mi capita di vedere il Post della Gonzi quindi decido di fare la sua ricetta modificandola qua e la… Al posto di 2 vasetti di yogurt ne ho usato 1 e l’equivalente del secondo in ricotta vaccina, al posto dei mirtilli, come consigliato da Francesca ho usato uvetta. Per reidratarla l’ho immersa in passito bollente. Ho spolverizzato poi la superficie del plumcake con zucchero di canna e mandorle tritate. Ho poi cotto tutto a 160°C per 40 minuti e lasciato il plumcake a riposare in forno una volta spento per una mezz’oretta ancora. Questo, mercoledì.

L’altro ieri invece sono andato col mio migliore amico a trovare i nostri vecchi prof all’alberghiero. Ora sono dall’altra parte della barricata perché anch’io sono prof di cucina, però quando torno là… a Varallo… mi sento ancora un pischello. Il periodo dell’alberghiero è stato magico per me. La scuola era in un ex stabilimento idroterapico della Belle Epoque e dato che era a 2 ore da casa, me ne stavo la tutta la settimana in collegio con altri 40 ragazzi. Sembrava di stare effettivamente ad Hogwarts. Ho ritrovato il rettore del collegio, Padre Tonin, e poi i miei vecchi prof di Cucina, e il mio vecchio prof di Economia, quello di Diritto… Un tuffo nel passato. Rivedere le nostre cucine, i corridoi cove si pazzeggiava amabilmente e i cortili con il parco dove si faceva l’intervallo… Stupendo.

Ieri invece, prima di uscire in faccende affaccendato, mi sono adoperato nel preparare una seconda variante del plumcake senza burro e con la farina integrale, rivoluzionando ulteriormente la ricetta originale. Ho voluto fare un plumcake alle carote e arance.

plumcake integrale arancia e carote
Ingredienti
  • 4 uova
  •  2 vasetti di yogurt
  • 150 gr zucchero di canna grezzo
  • 1 arancia non trattata
  • q.b. noce moscata
  • 1 busta lievito per dolci
  • 200 gr carote grattugiate
  • 350 gr farina integrale
Preparazione:
Versare in una ciotola i tuorli, lo zucchero di canna, il burro morbido, le carote grattugiate e frullate con lo yogurt e la buccia grattugiata di una arancia. Continuare a mescolare fino a quando il composto diventerà spumoso ed incorporare un po’ alla volta la farina, il lievito e la noce moscata. Mescolare per qualche minuto ed aggiungere gli albumi a neve. Incorporare spicchi di arancia a crudo a tocchetti passati nella farina. Cospargere la superficie di mandorle a filetti, spennellarle con albume e cospargere di zucchero di canna.
Preriscaldare il forno a 160°. Imburrare ed infarinare uno stampo da plumcake, per queste dosi ne serve uno davvero capiente. Infornare per circa 1 ora a causa delle carote crude. Controllare la cottura con uno stecchino e se il plumcake risulta ancora un po’ umido lasciarlo in forno per altri 10 minuti. Spegnere quindi il forno lasciando il plumcake a riposare una mezz’ora. Dato che ha pezzi di arancia pelata a vivo all’interno, risulterà amara/aspra, quindi consiglio zucchero a velo su ogni fetta. Altrimenti potete tranquillamente sostituire gli spicchi a vivo di arancia con uvetta, canditi, e affini.
Tra l’altro ieri ho pubblicato nel sito della mia azienda, la lista delle serate di scuola di cucina al mio catering, che avranno inizio alla fine del mese, e ne ho approfittato pure per rinnovare l’homepage del sito… Necessitava del buon MakeUP!
Comunque, per i corsi di cucina posso dirvi che si terranno persso le mie cucine di Pavia, in collaborazione con la ABD Casalinghi di Pavia (ergo tanta bella attrezzatura da cucina da provare) e i corsi saranno “one shot” quindi, nulla che si debba per forza dilungare… Si passano 4 – 5 ore assieme partendo da un aperitivo, quindi mani in pasta fino alla cena finale dove proveremo i frutti del nostro lavoro. e si farà di tutto… Dalla pasta all’uovo, al pesce ai dolci facili e veloci per tutti i giorni. Quindi, per chi di voi nei paraggi che se la sentisse di venire a divertirsi in cucina con me… Non esitate! I posti sono solo 10 per ogni serata…