prima di pasqua… corso di Gnocchi e di Risotti…


Prima della pausa di Pasqua, nel mio laboratorio di catering ho fatto due serate di corsi stupende! Un vero successo… La “serata Gnocchi” e la serata “A tutto Riso”. Non riesco neanche a dirvi quale abbia preferito perché entrambe sono state davvero apprezzate da tutti. Nella serata “gnocchi” abbiamo fatto 7 tipi diversi di impasto per gnocchi. Quelli classici, quegli agli spinaci, alla zucca, con ricotta, con ricotta senza patate, con pan grattato… Tante varianti per esplorare uno dei più famosi primi italiani di tutti i tempi. Gli allievi si sono divertiti tantissimo, la produzione è stata davvero massiccia!aperitivo con pomodorini datterino ripieni di ricotta alle erbe e coppa stagionata ☟

L’altra serata, quella “a tutto Riso”, è stata altrettanto movimentata! 10 tipi di risotto in 4 ore. All’arrivo, ogni allievo ha pescato un bigliettino con il risotto da realizzare, ed è partita la sfida a chi lo preparava meglio. Naturalmente ogni tanto intervenivo nel correggere e migliorare la tecnica di ogni allievo (altrimenti che corso sarebbe?!?). Sta di fatto che ogni mezz’ora uscivano 2 mandate di risotto ed è stato davvero un successo.aperitivo con miniMUFFIN salati al parmigiano e speck croccante☟crostata di frolla sabbiosa, kiwi e marmellata di pere☟

nuove date dei corsi ☟

L’arrivo della KitchenAid, un po’ di Golf e la Cena Regionale…


Marzo è stato veramente intenso! Non ho trovato neanche il tempo di aggiornare il Blog… Ho avuto molto lavoro, organizzato la cena regionale federcuochi Lombardia e finalmente mi sono deciso a fermarmi stabilmente nella casa di Vigevano (dopo 2 anni di su e giù dalla casa di Garlasco). Un’altra grande novità è l’arrivo della mia prima KitchenAid (non ha nulla di differente dalle mie vecchie Kenwood Major (se non quasi la metà di capienza -anche se per casa basta e avanza-). E poi altra novità è un inizio stentato di tentativo di dieta… Non ce la farò mai, comunque sto diminuendo latticini, carboidrati e glutine (non sono ciliaco ma a quanto pare il mio corpo non reagisce più tanto bene al glutine… continuo a mangiare pane, focaccia e pasta… ma non tanto quanto prima! stessa cosa per latte e formaggi).

Qui sotto infatti vedete dei miniMuffin alla marmellata di albicocca, senza glutine.

  • 100 g farina di riso
  • 70 g maizena
  • 4 uova
  • 1 bacca di vaniglia
  • 140 g zucchero
  • 40 g marmellata di albicocca (per il composto)
  • 60 g marmellata di albicocca (per il ripieno)
Come per il pan di spagna, montare a lungo le uova con lo zucchero, quindi aggiungere un paio di cucchiai di marmellata di albicocca e la vaniglia. Poi a frusta lenta aggiungere a pioggia la farina di riso setacciata con l’amido di mais.
Cuocere a 175°C per una mezz’oretta, quindi far raffreddare e aggiungere la marmellata calda con un sac à poche con punta stretta inserendolo in centro dall’alto del muffin. Rifinire con zucchero a velo

Altra ricetta di Muffin però questa volta con Latticini e Farina:

Muffin al LIMONE:

  • n°2 uova
  • 110 g zucchero
  • 250 g farina00
  • 60 g burro fuso
  • 100 g ricotta vaccina scolata
  • 60 g latte
  • n°1 limone (scorza gratt. e succo)
  • 1/2 bustina di lievito van. per dolci
  • per la glassa succo di limone + zucchero a velo
Incorporare le uova e lo zucchero. Aggiungere farina e lievito. Amalgamare poi burro fuso, poi il latte e la ricotta e incorporare bene tutto. Aggiungere in fine succo e scorza grattugiata di un limone.
Versare con il sac à poche nelle parigine e cuocere per 15 minuti a 180°C (non preoccupatevi se sembreranno ancora umidi al cuore… devono esserlo! (c’è pure la ricotta). Una volta raffreddati intingere nella glassa ottenuta con un po’ di succo di limone, frustato con zucchero a velo. Deve essere ben denso! altrimenti sbaverà e colerà ovunque. Ponete poi i miniMuffin in frigo in modo che la glassa raffreddandosi si solidifichi.

Prima che cominciasse a diluviare sono riuscito a tornare (dopo 3 anni) sul mio adorato campo da golf…

Qua sotto, un po’ di foto della nostra cena regionale Federcuochi Lombardia. Stavolta non ero in cucina… Essendone segretario generale, mi sono “limitato” ad organizzarla, laccando la cucina ai nostri ragazzi del Team Chef Lombardia! Loro sono la nostra squadra per le competizioni internazionali! Guidati dall’amico Bresciani, hanno fatto come sempre un’ottimo lavoro in cucina!

Internazionali di cucina, e corso FingerFood


Anche quest’anno, ho fatto parte della commissione giuria dei Campionati Internazionali di Cucina a Marina di Carrara.

La competizione si ripete ogni anno a inizio marzo. Io sono in commissione giuria dal 2010 e ogni anno è un’impresa. A gareggiare, centinaia di cuochi da tutt’Italia e a volte anche dall’estero.

Ogni anno, scendendo in Toscana, di sabato, passo per la Liguria e mi fermo dall’amico GianPaolo Belloni. Storico Chef genovese del ristorante Zeffirino. Ora GianPaolo ha aperto, da qualche anno, un ristorantino stupendo a Pieve Ligure. Un “buen ritiro” per uno chef che, raggiunti i 70 anni, ha lasciato alle nuove leve Zeffirino aprendo in un caratteristico paesino con vista mozzafiato e dando libero sfogo alla propria creatività! Come sempre fermandomi da lui non posso esimermi dal gustare il leggendario pesto (il suo pesto lo gustavano spesso anche Frank Sinatra, Pavarotti, Giovanni Paolo II…), ed il suo stupendo baccalà. In più abbiamo chiacchierato su un progettino editoriale che ci coinvolgerà a breve… avrete presto ulteriori news. Se passate dalle parti della Cucina di GianPaolo, all’ora di pranzo (o cena) ve lo raccomando, perché la sua cucina “accarezza” i prodotti freschi della regione e ve li serve nella loro forma più gustosa. Stupendo!

Tornando a noi, da domenica a giovedì, sono state 5 giornate di fuoco alle gare. Ogni giorno avevamo più di 30 concorrenti al caldo singolo, 3 squadre da 5 elementi al ristorante delle nazioni, e 2 squadre da 3 al ristorante regionale, più tutti i partecipanti alle gare di cucina fredda e artistica e il concorso Grand Cooking Jr.

Migliaia e migliaia di fruitori della fiera come spettatori ogni giorno hanno assistito alle gare e lo stomaco dei giudici si trovava dalle 9 di mattina a valutare 5 piatti in uscita ogni ora. Io in giuria lavoro per lo più all’elaborazione dei dati, compilazioni delle classifiche e organizzazione delle premiazioni, spesso però ho partecipato alla valutazione dei piatti assaggiando e dando la mia impressione in sala giuria. La mole di lavoro è come sempre notevole, e un ulteriore punto di vista è sempre gradito.

Anche quest’anno dei miei alunni dell’alberghiero di Mortara ha partecipato alla competizione, e con risultati stupendi. 3 medaglie d’argento e 1 medaglia di bronzo. Per ragazzi di 18-19 anni non è niente male. Sono stati davvero in gamba e hanno fatto meglio di molti altri professionisti. Tanti Complimenti davvero!

Appena prima di partire, ho tenuto un interessantissimo corso di fingerfood nel mio laboratorio catering a Pavia! Abbiamo lavorato con la pasta Fillo, con vari tipi di brisè e di sformatini; insalate fredde, tortini, cannoli e affini…

Per info sulle prossime date: http://www.arspersonalcatering.it

Chiacchere sul Cuoco dell’Anno… e Chiacchere!


Eccomi reduce dalla sfacchinata delle gare del cuoco dell’anno 2012!! Come ho scritto nel post precedente io NON partecipo alle gare di cucina ma vi lavoro nelle giurie. Quest’anno è andato tutto liscio. La giuria è stata precisa e puntuale e non ho dovuto scaprettare più di tanto…
Per chi non avesse la minima idea di cosa stia parlando, sappiate che ci sono competizioni culinarie di diverso tipo. Questa era una gara calda singola, aveva come tema “Piatto unico di Carne” quindi ci si doveva imbattere nella preparazione di un piatto unico avente il profilo calorico e nutrizionale completo per un pasto unico. Carboidrati, calorie, zuccheri ma soprattutto l’apporto proteico dovrà essere di carne non pesce.
Tra pentole, scartoffie e tanti cappelli da cuoco abbiamo valutato più di 50 cuochi in 4 giorni di gara controllando anche semplicemente quanto lavorassero organizzati e puliti. Alle premiazioni hanno partecipato anche il GRANDE chef Sergio Mei e lo chef stellato Davide Scabin di CombalZero.
A vincere il titolo di “Cuoco dell’Anno 2012″ è stato il giovane chef del Lussemburgo Ben Weber con un piatto di manzo in 3 cotture. Secondo Cristian Spagnoli dell’associazione cuochi Brescia e terzi parimerito Domenico De Gioia dei cuochi baresi e Renata Laria dei cuochi di Pavia.
Ogni tanto, tra una batteria di concorrenti e l’altra, scattava la pausa briefing con crostino al foie gras… così… per gradire…
Diciamo che aiutava a combattere il freddo, soprattutto.
Lavorare in questo campo ha i suoi lati positivi dopo tutto!
Qui sotto vedete la il tegamino d’oro che è andato in premio al vincitore della competizione! Mica male!!
Per finire su gentile richiesta, vi do la ricetta delle Chiacchere vecchia di generazioni e modificata qua e la nel tempo! Vi premetto che io le chiacchere le faccio sottilissime e si sciolgono in bocca! fanno le bollicine e scrocchiano anche dopo 2 o 3 giorni che si sono fatte. L’importante è friggerle ad alta temperatura per far si che escano ben croccanti ed asciutte. ATTENZIONE però a non raggiungere il punto di fumo. Se fate fumare l’olio… potete buttarlo perché è diventato cancerogeno.
Chiacchere di famiglia:
225 g farina00
16 g maizena
30 g zucchero a velo vanigliato
15 g burro
1 uovo
25 cl grappa
qb scorza di limone grattugiata
Setacciate farina, maizena, e zucchero a velo. Montate a parte l’uovo con lo zucchero ed incorporatevi il burro ammorbidito “a pomata” e la scorza grattugiata. Incorporate le due preparazioni e lavoratelo molto. Impastate reimpastate! dobbiamo far agire bene il glutine rendendo l’impasto elastico.

Quindi lasciate riposare una mezz’ora e stendere con la sfogliatrice (io la stendo sul 2 (a volte pure 1) con la “nonna papera” Imperia) Ne facciamo dei rettangoli e incidiamo 2 “feritoie” al centro di ognuno! quindi si mettono a friggere poche alla volta e subito sulla carta fritti.

Spolverate con lo zucchero a velo solo quando saranno fredde.
buon divertimento

Cracco all’evento Maestro Martino, partenza del “Cuoco dell’Anno 2012″ e ODE AL SOFFRITTO


Rieccoci a chiacchierare della mia vita… Ieri sera, evento mondanissimo! Sono stato invitato a partecipare all’inaugurazione di una iniziativa interessantissima! Si tratta di un progetto stupendo che vuole valorizzare tutti i magnifici prodotti tipici della regione Lombardia. “Padrino” e fulcro dell’iniziativa, lo chef Carlo Cracco, presente alla serata. Cracco ha spiegato, quanto sia fondamentale, partire valorizzando i prodotti e arrivare come ultimo anello alla creazione di una Accademia della Cucina d’Autore. Il tutto con Maestro Martino da Como, come trait d’union. Il più importante cuoco del XV secolo, uno dei primi a scrivere un libro di cucina. Durante la serata, al 31° piano del Palazzo Pirelli, si sono poi degustati piatti a base dei prodotti tipici regionali. Non ero mai stato (ahimè) così in alto al pirellone… Mi ero fermato a tre quarti… L’ultimo piano è notevole! Le luci di segnalazione del grattacielo di fronte però sono ancora più impressionanti! Comunque… Lo spettacolo di Milano dall’alto è davvero stupendo! Tante macchine in movimento per le arterie meneghine al finire del quotidiano DriveTime, ferme in code chilometriche, muoversi per qualche cm alla volta… datemi dello scemo ma me ne sono venuto in treno ;-)

Al 31 piano, ad aspettarci c’era una cornice/bussolotto per ogni provincia lombarda, che mostrava una piccola rappresentazione dei prodotti locali… E un buffet che ha poi servito i prodotti trasformati in piatti tipici.Con Cracco ho poi parlato della nostra gara di Erba. Se ancora non l’avete letto in qualche post precedente, ho l’onore/onere, di essere segretario regionale della Federazione Italiana Cuochi. La nostra Unione Cuochi Regione Lombardia, ogni anno da 8 anni organizza la competizione nazionale “Cuoco dell’Anno”, presso la fiera RistorExpo di Erba. Quest’anno il bando di gara prevede l’esecuzione di un piatto unico di carne. Con Cracco, parlando dell’iniziativa di cui sopra, abbiamo discusso di inserire nel bando 2013 qualcosa circa i prodotti tipici lombardi. Dobbiamo studiarcela bene perché il concorso è nazionale e i concorrenti vengono da ovunque.

Lupus in fabula… Parlando di Cuoco dell’Anno, da domani mi ci troverò dentro mani e piedi… Non fraintendete perché A) io NON partecipo ne ho mai partecipato a gare se non come preparatore (non mi piace quel tipo di competizione, sono un tipo imbarazzantemente ansiogeno già nella vita e per me sarebbe come far fare il lancio col paracadute a chi soffre di vertigini oppure far fare speleologia ad un claustrofobico); B) non ne avrei mai voglia perché sostanzialmente sono accidioso (nel senso che normalmente ho una vera avversione all’operare mista a noia ed indifferenza, cosa che combatto riempiendomi di impegni ma di sicuro non impegni inutili) e di certo non me la vado a cercare; C) se tutti partecipano alle gare, chi le organizza?!? ergo: o sto a far gare o sto in commissione giuria e vi assicuro che in commissione giuria ci si diverte di più! Quindi come avrete capito sarò indaffaratissimo con le gare, ma come lavoro di giuria e organizzazione! Il lavoro, tra inserire le votazioni compilare i moduli, fotografare tutti i piatti per il libro, tirare somme, fare classifiche ecc ecc, non mi permette mai di girare la fiera! L’anno scorso, per esempio, hanno fatto dimostrazioni gente come Scabin e Bottura… e neanche ho fatto tempo ad andare a vederne qualche minuto (sigh!). Il Prossimo post quindi arriverà sicuramente dopo mercoledì (giorno finale di gara).

Oggi, per chiudere il post, vorrei parlarvi di quanto per me sia importante il soffritto. Soffriggere non è da tutti e non è apprezzato da tutti… La prima obiezione viene da chi detesta cipolle, aglio e affini. Obiezione che registro, archivio e non giudico (si, la giudico ma mi autocensuro). La seconda obiezione è che i soffritti sono pesanti. Lì posso argomentare tranquillamente dicendo che si può ovviare al problema facendo bollire cipolle e aglio e tritarli così più facilmente soffriggendoli senza paure. Oppure si può frullare la cipolla, o l’aglio con l’olio extravergine e pastorizzarli cuocendoli a 80-90°C in forno per 4 o 5 ore, in un recipiente e con la superficie sigillata con uno strato di 5 mm di olio extravergine. Si crea così un soffritto già pronto pastorizzato che è sempre pronto ad essere aggiunto a sughi e affini e soprattutto non si deve ne tritare ne pulire ecc ecc. Altrimenti è possibile aggiungere uno o due cucchiai di normalissima acqua in fase di soffritto, evaporeranno così i fumi di cipolla e aglio rendendoli così più digeribili. Il metodo meno incisivo di tutti poi è togliere l’anima interna allo spicchio d’aglio. A me il sapore di cipolla, aglio, scalogno, cipollotti, porro, erba cipollina… PIACE e un SOFFRITTO BEN RIUSCITO credo sia quella piccola cosa che faccia la differenza nei miei primi e nei miei contorni, quella differenza che fa dire ai miei amici che vengono a mangiare a casa “quando lo cucino io non ha questo buon saporino!” Il soffritto è familiare, è quel profumino che tornando a casa la sera ti mette appetito. Non boicottiamolo per paura dell’alito che comporterà… se parlate di cose interessanti vi ascolteranno ugualmente… un po’ più da lontano, ma vi ascolteranno comunque…     CIAO!

La Pasta ripiena e il pesce… settimana interessante


Proseguono i miei corsi di cucina… (corsi che credo non avranno più fine dato il grande successo che riscuotono), questa settimana abbiamo fatto pasta ripiena 1 e 2 e “a panino” nel mezzo, abbiamo affrontato una serata di pesce facile e veloce! In pasta ripiena 1 abbiamo fatto ripieno di arrosto e mortadella e ripieno di magro (ricotta e spinaci) con varie chiusure diverse. In pasta ripiena 2 invece abbiamo fatto un ripieno al salmone e uno con sola mortadella, cremosa, profumata… Mercoledì abbiamo poi affrontato i fondamentali sul pesce, con cartoccio, risotto, bisque, sformatino… il tutto partendo dal pesce acquistato, pulendo, sfilettando, ecc ecc. Le ore passano velocemente, le sessioni sono sempre molto intense e tutti lavorano in prima persona sotto il mio controllo. Il tutto parte con un aperitivo di benvenuto in cui offro ai corsisti fingerfood e affettato, con un calice di bollicine, nel frattempo illustro cosa andremo a trattare durante la serata.
Poi c’è l’azione vera e propria! Mostro come impastare, o come tritare o come impastare ecc ecc e poi gli allievi partono in prima persona impugnando coltello, o matterello e affini, e si esercitano davanti a me in modo che io li possa correggere migliorandone la tecnica. Questo è un grande vantaggio perché un corso del genere a confronto con un normale corso dimostrativo in cui lavora solo lo chef aiuta maggiormente il corsista ad apprenderne la tecnica.

Come dicevo, con il pesce si è cominciato dalla pulizia, mostrando i metodi più semplici e veloci per pulire molluschi, crostacei e sfilettare e spinare pesce. Alla fine della serata i corsisti sono tutti seduti al tavolo a degustare il prodotto delle loro fatiche. Il primo ciclo di corsi si estinguerà domani con i dolci semplici per tutti i giorni ed il 26 febbraio parte già il nuovo ciclo. La cosa bella è che non è necessario partecipare a tutti i corsi in fila. Le serate sono “one shot”. Certo se si vuole fare pasta ripiena 2 sarebbe utile fare anche pasta all’uovo base e pasta ripiena 1 ma non è per forza indispensabile. Chi ha già abilità a riguardo potrebbe passare direttamente al livello superiore. Questa scelta di evitare corsi in serie è per non obbligare il corsista a estenuanti maratone che impegnano per forza 4 domeniche di fila, ad esempio.

Venerdì invece siamo stati ad una prova della Nazionale Italiana Cuochi. Dato che sono Segretario Regionale della Federazione Italiana Cuochi, oltre ad avere svariati oneri gestionali e amministrativi, ogni tanto ho anche qualche onore. La Nazionale Italiana Cuochi venerdì scorso, a Lallio (Bg), nel Centro di Ricerca e Formazione Saps in seno all’azienda Pentole Agnelli, è stata impegnata nella realizzazione del menu di cucina calda – attraverso tecniche di cucina stabilite dal regolamento interno in linea con gli indirizzi della WACS – che rappresenterà l’Italia ai prossimi Europei di Cucina in calendario dal 14 al 16 Febbraio 2012 in Galles. Siamo stati invitati a degustare i piatti della prova generale dando le nostre impressioni ai ragazzi della nazionale. Una giornata davvero piacevole! I ragazzi sono straordinari!

Qui sotto invece c’è un esempio dei finger che preparo per i miei corsisti! Questi sotto erano composti da:

  • Pasta brisè a base di farina 00, olio extravergine, vino bianco, purea di spinaci e sale
  • Cubetti di guanciale
  • Uovo di quaglia
  • Sale di Cipro
Si stende uniformemente la brisè fredda, si coppa con coppapasta del diametro degli stampini e vi posiziono i dischetti di brisè. Li cuocio da soli e poi aggiungo cubetti di guanciale e un uovo di quaglia, salando il tuorlo con cristalli di sale di Cipro

In oltre, se non è una serata di dolci, preparo anche un dolcetto da servire a fine degustazione. Domenica abbiamo fatto dei morbidissimi tortini di mele. Per la ricetta però dovrete aspettare qualche tempo, dato che molto probabilmente sarà l’incipit della lezione dei dolci di domani sera! SORRY!

Qui ci sono le date del nuovo ciclo di corsi!

Iniziano i corsi “dietroalcibo” 2012 – neve! (ricetta risotto alla zucca)


Sono partiti i miei nuovi corsi di cucina! Nel mio laboratorio in città a Pavia, i mercoledì e domenica sera, si svolgeranno fino alla pausa estiva, una serie svariata di lezioni monotematiche (“one shot” come mi piace definirle) in cui i corsisti si troveranno in prima persona “con le mani in pasta” in sessioni di 4 – 5 ore. Una formula poco “impegnativa” in termini di costanza d’impegno, ma concentrata di azione in quanto sono i corsisti a fare la maggior parte del lavoro manuale. Non è un corso da “bloc-notes” chi partecipa inizia subito manualmente a lavorare sotto ai miei occhi in modo da poterlo subito correggere e ottimizzando l’apprendimento di ogni singolo corsista. La risposta è davvero calorosa! Le prime date sono praticamente esaurite! Dopo il primo ciclo gennaio-febbraio ora sto progettando già il nuovo ciclo febbraio-marzo, con un sacco di argomenti interessanti! Presto avrete news a riguardo.

La prima serata è gravitata attorno la pasta all’uovo. L’abbiamo fatta classica, verde, nera e all’arancia. Abbiamo fatto salse veloci e semplici e una preparazione del ragù in meno di mezz’ora, con cui abbiamo preparato una lasagnetta monoporzione veloce da assemblare, bella da vedere e soprattutto congelabile per voglie improvvise di lasagna!

Domenica poi, è iniziata la “morsa del freddo” pure in Lombardia, una prima spruzzata di bianco anche a Vigevano.

Non avendo molto in frigo, mi sono adoperato con un semplice pollo al curry su riso basmati… Federica lo apprezza sempre moltissimo!

Prima dei corsi, domenica, ho partecipato alla consueta festa dei giornalisti, organizzata per l’associazione giornalisti in cui sono consigliere direttivo. La festa consiste nella messa per S. Francesco di Sales (patrono dei giornalisti) celebrata dal nostro Arcivescovo (anche lui giornalista), seeguito da una breve premiazione a giornalisti e associazioni civili, per terminare con il pranzo finale, o come viene definita dall’invito: “l’agape fraterna”. Durante il pranzo, è stato servito tra le altre cose un risotto alla zucca… Ora… io, per quanto possa esprimermi e aver voce in capitolo, non amo stare a mettere i puntini sulle i sul lavoro degli altri… Ma quando qualcuno se ne esce fuori a lodarsi, dopo un risotto “scialbo e insipido” dove la zucca era rappresentata da qualche cubetto random senza gusto… non riesco a tenermi! Per vendicare il buon nome del risotto alla zucca, l’altra sera mi sono adoperato nella speciale alchimia del MIO risotto alla zucca! x 2 persone:

  • 150 g zucca
  • 1 spicchio d’aglio
  • qb olio extravergine d’oliva
  • n°1 scalogno piccolo
  • 80 g riso Carnaroli
  • qb acqua di cottura della zucca
  • 80 g crescenza
  • qb parmigiano grattugiato
  • sale grosso – fino
Bollire la polpa della zucca a cubetti in abbondante acqua salata con uno spicchio di aglio piccolo e privato dell’anima interna. Togliere poi zucca e aglio dalla pentola conservando l’acqua di cottura come brodo per cuocere poi il risotto. Frullare la zucca con l’aglio bollito e olio extravergine ammorbidendo con un paio di cucchiai di acqua di cottura. Otteniamo così una bella cremina di zucca profumata all’olio. In un soffritto di scalogno, tostiamo il riso e partiamo con la cottura usando l’acqua della zucca come brodo. Dopo 5 minuti iniziamo ad aggiungere un terzo della crema di zucca, un terzo poi dopo altri 5 minuti e l’ultima parte a 5 minuti dalla fine cottura. A risotto al dente, spegnere e aggiungere la crescenza a cubetti e un filo d’olio a crudo. Aggiustare di sale.
Si può servire con aggiunta finale di parmigiano grattugiato, oppure varianti (nocciole tritate oppure amaretti secchi sbriciolati).
Di certo, con tutta la neve che c’è fuori, un bel piatto di risotto cremoso fumante, non guasta affatto  😉